Chi sono gli Orchi di Tolkien?

Il fantasy è da circa vent’anni entrato di prepotenza nell’immaginario comune delle persone grazie a tanti film, serie tv e opere letterarie che ci hanno tutti portati a “vedere” esseri creati dalla mente dell’uomo, come, appunto, gli Orchi.

Ce ne sono, e ne abbiamo visti, di tantissimi tipi. Da quelli grandi, stupidi e goffi di Harry Potter, all’orda di World of Warcraft, fino alle saghe in cui i protagonisti buoni erano talvolta loro, in quanto creature della natura come le altre stirpi. Con questo voglio dire che in tanti, come Orchi e draghi, sono in Tolkien simboli del male, diventano tuttavia meri esseri animaleschi, e dunque indifferenti al bene e al male, in alcuni fantasy come Il Trono di Spade di J.R.R. Martin. Non lo conosco benissimo ma, da quel poco che ho visto, non mi è mai sembrato particolarmente interessato a portare all’attenzione delle persone il conflitto tra bene e male, quanto invece solo la crudezza e la violenza della real politik.

Al di là del mio giudizio personale su questi fantasy, su cui potrei sbagliarmi in quanto non mi reputo affatto un esperto, conoscendoli appena, è sugli Orchi di Tolkien che molto presto, sulla Radio la Voce di Arda, andremo a concentrare la nostra attenzione. Il 15 maggio alle ore 21 in diretta su https://www.spreaker.com/show/lo-show-di-radio-la-voce-di-arda avremo infatti due importanti ospiti, Luisa Paglieri e Gianluca Comastri, con cui discuteremo appunto degli Orchi di Tolkien, cercando di capire chi siano e come si differenziano dagli altri. Perché il principale problema che li riguarda non è quello delle fonti, quale sia stata insomma l’ispirazione di Tolkien per essi, né il loro significato nelle sue opere riguardo il bene o il male. No: il principale problema che li riguarda è di natura prettamente linguistica.

Infatti nell’appendice F de Il Signore degli Anelli, Tolkien ci informa che il termine di cui Orchi od Orchetti è solo la traduzione italiana, Orc, è una forma piuttosto comune del nome che le altre razze, come ad esempio la gente di Rohan, davano a quella schiatta di creature malvagie. Salta infatti all’occhio l’assonanza tra orc, il Sindarin orch e le versioni Quenya orko/urko. In effetti, in quelle lingue di Uomini che ebbero forti influenze dall’elfico come il Númenóreano (e in seguito l’Ovestron) l’etimologia sembra comune, non a caso. Anche nelle altre principali lingue elfiche il modello è evidente: perfino i Nani avevano una parola Khuzdul molto simile, Rukhs, che (anche qui non a caso) è detta essere di origine Avarin, quindi legata all’elfico.

Pare che Tolkien abbia trovato la forma orc molto evocativa in seguito ad alcune conclusioni filologiche. Essa infatti compare in Anglosassone, la si ritrova anche nel Beowulf associata genericamente a cadaveri e, probabilmente, per estensione a qualsiasi cosa spaventevole con provenienza dall’oltretomba. Apparentemente dunque la scelse e la “importò” nel panorama delle lingue di Arda proprio per questa sua assonanza, dandole la radice etimologica per la quale non trovò mai con certezza le prove nel legame tra il latino (da urceus, poi Orcus) e l’Antico inglese.

Inoltre, è documentato come uno dei problemi principali dei traduttori sia proprio questo termine, orc, in quanto questi “orchi” di Tolkien non sono gli Orchi classici della tradizione, quella più viva e recente che non , ad esempio, quella cui si rifà il Beowulf. Ecco da dove la principessa Vittoria Alliata aveva preso quella sua strana traduzione, tanto criticata, di Orchetti: dato che la parola “Orchi” non traduceva la parola orc, ella preferì esporre direttamente a Tolkien il problema e se preferiva uno dei due traducenti che lei aveva individuato, “Orchetti” od “Orcagni”. Tolkien scelse Orchetti e Orchetti venne messo nella traduzione, poi modificata nell’edizione del 2003 da Quirino Principe nella sua seconda revisione del testo con la parola “Orchi”. Tralasciando il dibattito della traduzione italiana (su cui interverrà in diretta Costanza Bonelli), il problema che esso nasconde è proprio quello di cui parleremo in radio venerdì 15 maggio alle 21 e che qui abbiamo rapidamente presentato.

Ci sentiamo in diretta!

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